Un po’ di storia del liceo Gioberti

La storia del liceo Gioberti, una delle più antiche istituzioni scolastiche torinesi, è inscindibile dalla storia della Città di Torino, ne segue le vicende, così come segue le vicende nazionali, legate alle trasformazioni del nuovo Regno e alla nascita di una politica nazionale per l’istruzione pubblica, con la creazione di Ginnasi e Licei, come si diceva allora, “governativi” o “regi”.

La legge Casati aveva, nel 1859, codificato l’educazione umanistica in due successivi e distinti corsi di studi: il Ginnasio, corso inferiore, precedentemente detto di “grammatica”, della durata di cinque anni, ed il Liceo, corso superiore, precedentemente detto di “filosofia”, della durata di tre anni.

Successivamente, nell’anno 1865, sotto il Ministero Lamarmora, all’Istruzione il Ministro Natoli, fu pubblicato, il 4 di marzo, il Regio Decreto n° 229, che istituiva, in un’Italia non ancora unificata, i primi 68 Licei Classici del Regno, assegnando ad ognuno di essi una denominazione, desunta dal nome di un grande Italiano.
Dei 68 licei classici istituiti sul territorio nazionale i due licei torinesi celebrarono l’opera diplomatica di Cavour e il pensiero, anche politico, di Gioberti.

L’istituzione dei Licei di Stato nasceva anche dal desiderio di favorire una convergenza di consensi, almeno intellettuali, intorno al nuovo Regno, la cui capitale era stata appena trasferita da Torino a Firenze: fu allora persino individuata una “Festa Letteraria”, da tenersi il 17 marzo di ogni anno, in tutti i Licei del Regno, con il titolo di “Solennità Commemorativa degli illustri Scrittori e Pensatori Italiani.

In realtà i due Regi Licei torinesi, istituiti e intitolati nel 1865, esistevano da tempo in città con altro nome: il Cavour come Collegio dei Nobili, risalente al sedicesimo secolo, situato presso il convento del Carmine, e il Gioberti come Collegio di san Francesco da Paola, presso l’antico complesso conventuale dei Frati Minimi, eretto, in Contrada di Po, a partire dal 1627, grazie anche alle ingenti donazioni fatte da Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I.

Attualmente, l’archivio del liceo Gioberti conserva ancora la documentazione di due secoli di storia scolastica torinese. Il riordino e l’informatizzazione favoriscono oggi l’accesso ai dati di storici e studiosi.

L’edificio di via Sant’Ottavio, nuovo rispetto all’antica sede del collegio di San Francesco, perché risalente ai primi anni del ventesimo secolo, è ormai parte essenziale dell’impianto urbanistico dell’antica Contrada di Po, nella parte oggi isola pedonale: studenti e docenti illustri vi si sono succeduti nel tempo: qui hanno studiato, tra gli altri, Piero Gobetti, Piero Sraffa, Angelo Tasca, Leone Ginzburg, Gianni Vattimo, qui hanno insegnato, tra gli altri, Corrado Corradino, Umberto Cosmo, Lidia De Federicis, Francesco Perelli, Giorgina Arian Levi.

Appaiono allora ancora valide le parole, pronunciate in un discorso del 1966, dall’allora Sindaco di Torino, Giuseppe Grosso: “I quattro tradizionali Licei Classici Statali di Torino costituiscono qualcosa di più di una semplice anagrafe scolastica di gran parte dei professionisti, o, in genere, dei laureati torinesi; c’è in queste scuole una propria impronta, che dà una qualifica di origine.
E’ un carattere che è impresso da una tradizione, da maestri che vi hanno insegnato e che vi hanno lasciato lunga traccia, da allievi che hanno detto qualcosa; e, in fondo, in questo vivere della scuola con una sua fisionomia, anche il nome di essa vive con una nuova vita.”

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